Animazione open-source
posted 1 month agoA proposito d’una discussione appena accennata con uno studente in merito agli strumenti creativi a disposizione nel mondo Open Source: i due filmati presentati in questa pagina si intitolano rispettivamente “Big Buck Bunny” ed “Elephant’s dream”. Sono entrambi stati realizzati utilizzando esclusivamente sistemi Open Source ed in particolare Linux come sistema operativo e Blender come modellatore ed animatore.
Karmic Koala cifra e firma [ancora]
posted 1 month agoDopo aver installato Ubuntu Karmic Koala, dal mio menu contestuale sono scomparse le voci “Cifra” e “Firma” [“Encrypt” e “Sign” in inglese]. Per chi non ha confidenza con PGP e le procedure di crittazione in generale, diciamo che si tratta di due scorciatoie da menu per rendere i propri file illeggibili a chiunque non abbia il permesso di accedervi e/o per certificare a terzi di esserne noi gli autori. Pare che, visto che si tratta di funzionalità abbastanza avanzate, siano state rimosse dal menu contestuale per non disorientare gli “utenti medi”. Le funzioni possono essere riattivate con il comando: apt-get install seahorse-plugins seguito da riavvio. Penso che si tratti d’una scelta assai sciocca: di questi tempi la riservatezza è assai importante e tutti dovrebbero usare “Cifra” e “Firma” in ogni comunicazione, anche se quasi nessuno sa a che servono e come si usano. Tuttavia, c’è sempre la possibilità che qualcuno inizi ad interessarsene proprio perché li vede lì. Nasconderli mi pare sciocco e, per certi versi, profondamente contrario all’originario spirito di Ubuntu.
In una notte buia e tempestosa…
posted 1 month ago… è nato il Montefeltro Linux User Group! Stay tun’d 4 more.

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Conversione video sotto Ubuntu (sporco trucco)
posted 1 month agoIl processo di conversione video, sotto Linux in generale ed Ubuntu in particolare, può essere affrontato con diversi strumenti. FFMPEG È uno straordinario set di librerie e codec che lavora solo per linea di comando; può essere molto efficiente, ma richiede una grande confidenza con l’uso del terminale e l’installazione non è tra le più semplici. MENCODER Valgono, più o meno, le stesse cose dette per FFMPEG. WinFF Dovrebbe essere una interfaccia grafica per l’uso di FFMPEG, ma non funziona così bene come vorrebbe e spesso non funziona affatto. Handbrake Un convertitore multipiattaforma, ad interfaccia grafica, davvero buono. Peccato che non supporti ancora l’ultima versione di Ubuntu [Karmic Koala, al momento in cui scrivo]. FFMPEG e Mencoder sono sicuramente consigliati ai professionisti che devono comunque munirsi anche di grande pazienza. Se, come me, non avete voglia di perdere troppo tempo per riuscire a vedere un video sulla vostra PSP o sul vostro iPhone, esiste uno “sporco trucco” che funziona meravigliosamente.
- Installate Wine usando, a vostra scelta, “Aggiungi/Rimuovi applicazioni” oppure “Ubuntu Software Center” o via terminale, digitando
sudo apt-get install wine. - Scaricate MediaCoder. Potete scegliere se scaricare l’edizione completa oppure quella dedicata ad iPod/iPhone o quella per PSP. Potete scaricare anche più di una versione: non ci sono problemi di convivenza.
- Installate MediaCoder in Wine; durante la procedura segnate con “sì” tutte le opzioni disponibili, a parte la creazione di collegamenti sulla scrivania, sulla barra di avvio veloce ed Ebay.
Il software [che si basa anch’esso su FFMPEG e Mencoder] funziona benissimo sotto Wine e converte ogni formato in output di ottima qualità, impiegando un tempo più che ragionevole. Chiudo segnalando che i video prodotti per PSP si vedono benissimo anche su iPhone, ma non viceversa; se disponete di entrambi gli apparecchi, la versione di conversione verso PSP è più che sufficiente.
Web Analytics di Davide Vasta
posted 1 month agoDavide Vasta non è certo sconosciuto ai lettori di questo blog: è docente di Computer Grafica e Tecniche ed Applicazioni Digtitali, presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia; è un Adobe Guru, è l’editore della collana “Pillolibri” ed ha scritto diversi libri su temi orientati all’authoring web e multimediale. La sua ultima fatica editoriale si intitola “Web Analytics. Le metriche, gli strumenti, le analisi” ed è un volume di oltre 300 pagine, pubblicato da Apogeo [ISBN 978-8-8503-2900-7 - 29,00 €].
Il lavoro di Vasta copre ogni aspetto dell’analisi delle statistiche web, dall’installazione degli strumenti necessari all’analisi dei risultati, dalla valutazione dello stato di fatto alla pianificazione delle conseguenti azioni d’ottimizzazione. Sottoporre un sito web al monitoraggio degli accessi è cruciale per identificare e comprendere eventuali errori di tassonomia, gestione dei contenuti e/o design. Solo dopo un monitoraggio di almeno sei mesi [ma, se possibile, un anno è meglio] possiamo capire se i nostri visitatori trovano effettivamente i contenuti che sono venuti a cercare o, in caso contrario, quali sono le sezioni “al buio”.
L’ottimizzazione che potrà scaturire da questa analisi permetterà di ottenere siti più performanti, utenti più soddisfatti e migliori posizioni nell’indicizzazione operata dai motori di ricerca. Esistono molti strumenti, sia gratuiti che a pagamento, che permettono di tenere un sito sotto controllo, monitorandone accessi singoli e ripetuti, provenienza, tempo di permanenza, percorsi seguiti, browser impiegati e decine d’altri tipi di dati simili.
Vasta analizza l’uso dei più accreditati, spiegandone in modo semplice, ma mai superficiale, installazione, uso ed analisi dei dati prodotti. Questo è indubbiamente il maggior pregio del volume: rendere accessibile ad ogni lettore una conoscenza fino ad oggi limitata a pochi “addetti ai lavori”.
“Web Analytics” di Davide Vasta è un libro che non dovrebbe mancare dallo scaffale d’ogni serio sviluppatore web; seguendo questo link potrete ordinarlo beneficiando d’un buono sconto.
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